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28 luglio 2015 (c.c. 14 luglio 2015) n. 33226 – sentenza – Corte di Cassazione Sezione VI penale (il profitto del reato oggetto di confisca ex art. 19 d.lgs. 231/2001 si identifica con il vantaggio economico di diretta ed immediata derivazione causale rispetto al reato presupposto

sempre che, precedentemente o contestualmente alla esecuzione del sequestro, non sia stata comunicata la informazione di garanzia prevista dall’art. 57 del d.lgs. medesimo – In tema di responsabilità da reato degli enti, il rappresentante legale indagato o imputato del reato presupposto non può provvedere, a causa di tale condizione di incompatibilità, alla nomina del difensore […]

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16 luglio 2015 (ud. 23 giugno 2015) n. 31003 – sentenza – Corte di Cassazione – sezione IV penale (l’interesse e/o il vantaggio vanno letti, nella prospettiva patrimoniale dell’ente, come risparmio di risorse economiche conseguente alla mancata predisposizione dello strumentario di sicurezza

ovvero come incremento economico conseguente all’aumento della produttività non ostacolata dal pedissequo rispetto della normativa prevenzionale – nei reati colposi l’interesse/vantaggio si ricollegano al risparmio nelle spese che l’ente dovrebbe sostenere per l’adozione delle misure precauzionali ovvero nell’agevolazione sub specie dell’aumento di produttività che ne può derivare sempre per l’ente dallo sveltimento dell’attività lavorativa “favorita” […]

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15 luglio 2015 (c.c. 28 maggio 2015) n. 30484 – sentenza – Corte di Cassazione sezione III penale (rapporto tra sequestro e confisca ex articolo 19 d.lgs. n. 231 del 2001 e la procedura fallimentare – gli enti resisi responsabili di illeciti amministrativi derivanti da reato devono essere perseguiti e puniti con la confisca degli illeciti proventi

al fine di ristabilire il turbato equilibrio economico ma ciò non può e non deve avvenire in pregiudizio di terzi che siano titolari di diritti acquisiti in buona fede sui beni oggetto di sequestro e confisca – è il giudice penale che, nel disporre il sequestro o la confisca, deve valutare se eventuali diritti vantati […]

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10 luglio 2015 (ud. 16 giugno 2015) n. 29512 – sentenza – Corte di Cassazione – sezione II penale (ad integrare la responsabilità dell’ente è necessario che venga compiuto un reato da parte del soggetto riconducibile all’ente stesso ma non è anche necessario che tale reato venga accertato con individuazione e condanna del responsabile – la responsabilità penale presupposta può essere ritenuta incidenter tantum

(ad esempio perché non si è potuto individuare il soggetto responsabile o perché questi è non imputabile) e ciò non ostante può essere sanzionata in via amministrativa la società – il titolo di responsabilità dell’ente, anche se presuppone la commissione di un reato, è autonomo rispetto a quello penale, di natura personale – l’intervenuta prescrizione […]