Assoluzione dell’ente se l’autore del reato agisce nel proprio esclusivo interesse.

Con sentenza n. 2133/2016, il Tribunale di Catania ha assolto per insussistenza del fatto una società nel settore del trasporto ferroviario imputata ex art. 25-septies del D.Lgs. n. 231/2001 in relazione al reato di cui all’art. 589 c.p. per aver cagionato il decesso di due operai impegnati in lavori di manutenzione della rete ferroviaria.

Il Giudice nega la fondatezza del capo di imputazione anche sotto il profilo soggettivo affermando che “’l’istruttoria non ha provato che sussistesse, in capo all’ente, il requisito della “colpa di organizzazione”, atteso che, per come acclarato nel processo per il reato di omicidio colposo, i due cantieri di lavoro erano stati correttamente organizzati, con sufficiente dotazione di uomini e mezzi” e che non ricorre alcuna connessione tra il fatto di reato commesso dal preposto e l’interesse o vantaggio per l’ente, posta l’estemporaneità della condotta e le motivazioni strettamente private della stessa.

Si esclude l’applicabilità del comma 1 dell’art. 7 del d.lgs. 231/2001 in considerazione del fatto che non è emersa alcuna inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza da parte dei soggetti apicali, e – al contempo – si afferma l’integrazione dell’esimente di cui al co. 2 dell’art. 7 del s.lgs. 231/2001 posta l’adozione ed efficace attuazione, prima della commissione del reato, da parte della società nel settore del trasporto ferroviario di  un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi.

TribCatania2133_2016